Niccolò van Westerhout nacque a Mola di Bari il 17 dicembre 1857. Di discendenza olandese (fiamminga) i van Westerhout scesero nell'Italia del sud nel 1600. Si stabilirono prima a Bari, poi a Monopoli. Nicola van Westerhout, nonno di Niccolò, si trasferì a Mola di Bari dove nacque Onofrio Agostino, padre del compositore.
A soli 13 anni Niccolò compose una partitura musicale per il Giulio Cesare di Shakespeare, dimostrando un notevole talento musicale. Fu quindi aiutato dalla Giunta comunale di Mola di Bari ad andare a Napoli per frequentare il conservatorio San Pietro a Majella, dove si perfezionò nella composizione, CON Nicola De Giosa, Nicola D'Arienzo e Lauro Rossi.
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Niccolò van Westerhout compose alcune opere:
- TILDE, mai rappresentata;
- CIMBELINO, la cui prima ebbe luogo al teatro Argentina di Roma nel 1892;
- FORTUNIO, rappresentata nel 1895, per una serie incredibile di eventi, al teatro Lirico
di Milano invece che al Teatro alla Scala come inizialmente stabilito;
- DOÑA FLOR, opera scritta per Mola di Bari e rappresentata nel teatro comunale nel 1896;
- UNA NOTTE A VENEZIA, incompiuta;
- IMOGENE, incompiuta; e
- COLOMBA, presentata postuma nel 1925 al San Carlo di Napoli.
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A parte le opere van Westerhout ha composto musica per pianoforte e sinfonie. Secondo alcuni musicologi "la sua collocazione stilistica appare alquanto difficoltosa all'interno del panorama della civiltà strumentale italiana di fine Ottocento. Gli Insonni (raccolta di undici pezzi composti, a quanto pare, nottetempo tra il 1891 e il 1893 e pubblicati postumi da Ricordi nel 1915) spiccano con i tratti dell'eccellenza e dell'eccezionalità: niente del modello brahmsiano (che pure era stato da lui sperimentato nella monumentale Sonata in fa minore) e nulla specialmente di quel generico, brillante e salottiero accademismo biedermeier imperante in una cerchia abbastanza estesa della società musicale dell'epoca. Il musicista che si rivela in queste brevi, meditate e intense pagine sembra degno di altre frequentazioni: dal Chaikovskiy più sofisticato all'enigmatico e visionario ultimo Liszt, ma anche Fauré e il futuro Debussy".
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Niccolò van Westerhout morì a Napoli il 21 agosto del 1898 a soli 41 anni. Dopo la sua morte, la sua musica fu più o meno dimenticata. Famiglia e amici non disponevano dei fondi necessari per organizzare concerti. La città di Napoli si accollò gli oneri del funerale. Anche il padre, Onofrio, la sorella Antonia e il fratello Vincenzo si trasferirono a Napoli, dove morirono senza lasciare eredi.
Negli anni, la cittadinanza di Mola di Bari non si è adoperata per far conoscere la sua musica. Finora gli sono stati dedicati il teatro, una strada e una lapide in marmo sul muro della casa dove il maestro nacque, oltre ad una statua che rappresenta la sua opera DOÑA FLOR. Null'altro, a parte lo sporadico interesse di privati. Persino l'ultima dimora del maestro era rimasta sconosciuta.
Niccolò van Westerhout riposava nel cimitero monumentale di Napoli, nello stesso loculo vi erano il padre, e le sorelle Antonia e Angela isolato, abbandonato per oltre 100 anni.
Il 19 febbraio 2007, i resti di Niccolò sono stati esumati e trasportati nella cappella DeStasi del cimitero di Mola di Bari.
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Teatro Niccolò van Westerhout
(Mola di Bari)